16/12/16

Gustavo Gutierrez. Contemplazione e prassi.

IntroduzioneLa prima parola non è la nostra ma di Dio. Anche per il semplice fatto che ci ha sicuramente preceduto. Quindi la relazione con Dio si coltiva innanzitutto con l’ascolto che avviene nel silenzio e nella prassi. Si ascolta cioè non solo nella preghiera ma anche nell'esperienza. Solo dopo questi due momenti si può razionalizzare. Forse. Se si razionalizza prima: si riferisce qualcosa di se stessi o idee altrui. Comunque fuorviante.

Testo di Gustavo Gutierrez:
“È necessario situarsi in un primo momento sul terreno della mistica e della pratica, e soltanto in seguito si può avere un discorso su Dio, autentico e rispettoso. Far teologia senza la mediazione della contemplazione e della prassi significherebbe essere al di fuori delle esigenze del Dio della Bibbia. Il mistero di Dio vive nella contemplazione e vive nella pratica del suo disegno sulla storia umana; soltanto in seconda istanza tale vita potrà animare un ragionamento appropriato, un linguaggio pertinente”.
(Gustavo Gutiérrez, Parlare di Dio a partire dalla sofferenza dell’innocente, Una riflessione sul libro di Giobbe, trad. T. Tosatti, Queriniana, Brescia, 1987², p. 17-18)